|
Nasce
la pista milanese
Milano
ricopre un ruolo centrale nell'attività ciclistica
in Italia sin dai suoi albori, alla fine dell'Ottocento.
E' del 1871 la prima gara di fondo su due ruote:
il giro dei bastioni spagnoli, tredici massacranti
chilometri, mentre nel gennaio del 1873 Giuseppe
Bagatti Valsecchi vince la Milano-Piacenza alla
media di 17 km all'ora. La febbre del pedale, dapprima
passatempo aristocratico, contagia rapidamente i
milanesi. Il Comune tenta di imporre ai velocipedi
un divieto di circolazione entro la cerchia dei
Navigli, a causa della loro presunta pericolosità,
che però non regge alla passione ciclistica
dei cittadini. Già nel 1893 in città
si contano infatti quattromila biciclette.
A Milano sorgono molte delle prime fabbriche di
biciclette: Turri e Porro (1873), Bianchi (1881),
Prinetti e Stucchi (1892), Dei (1893). Da qui partono
le prime importanti corse su strada, diventate poi
classiche internazionali: Milano-Torino (1876),
Giro di Lombardia (1905), Milano-Sanremo (1907).
Il primo Giro d'Italia, che si corre nel maggio
1909, parte e si conclude a Milano, con vittoria
di Luigi Ganna e passerella finale all'Arena Civica.
E ciclismo a Milano vuole da subito dire pista.
Al primo circuito in terra battuta del Trotter,
ne fa seguito un'altro, in legno, allestito all'Arena.
A cavallo dei due secoli sorge in via Giovanni Da
Procida il Velodromo Sempione, con pista scoperta,
e l'attività su pista consolida il suo successo.
Il Sempione diventa famoso per le gesta di Ganna,
Gerbi, Belloni, Eberardo Pavesi, Girardengo. La
leggenda vuole che proprio quest'ultimo preferisca
le riunioni su pista al Sempione a corse prestigiose
come il Giro di Lombardia.
Nel
1923 sorge il Palazzo dello Sport di Piazza VI Febbraio,
opera dell'architetto Vietti Violi, già autore
degli ippodromi di San Siro. Ha una capienza di
18.000 posti ed è concepito come un impianto
versatile destinato a competizioni sportive, spettacoli
e esposizioni. Ospita una pista coperta in legno
che può essere smontata e rimontata in posizioni
diverse, così come le tribune per gli spettatori.
Arriva
il Vigorelli
Il Velodromo Vigorelli nasce nel 1935. Il Velodromo
Sempione, ormai obsoleto, è stato demolito
nel 1928 e bisogna liberare il Palazzo dello Sport
da una delle sue numerose funzioni. L'idea di un
velodromo semicoperto poco distante dal vecchio
Sempione è di Giuseppe Vigorelli, industriale,
assessore sotto la giunta Mangiagalli, e in gioventù
corridore su pista. Il Vigorelli diventa da subito
un prestigioso punto di riferimento per la passione
sportiva dei milanesi e degli abitanti dei paesi
circostanti, che ne affollano le tribune per assistere
alle gare di sprint, di inseguimento, alle corse
all'americana, alle gare degli stayer e ai grandi
incontri di boxe sul ring al centro del prato. La
sua pista scorrevolissima attira corridori da tutto
il mondo. E' teatro di sfide memorabili, record
mondiali, campionati, è sede d'arrivo di
importanti corse su strada, il Giro d'Italia, il
Giro di Lombardia e il Trofeo Baracchi.
Da
semplice impianto sportivo diventa un luogo mitico,
vero e proprio tempio del ciclismo internazionale.
I paragoni si sprecano: la "Scala" del ciclismo,
lo 'Stradivari' delle piste. Le fotografie dei campioni
affollano le pareti dei piccoli bar della Bullona
e del Sempione, il vecchio "borg di scigolatt",
dove sorge il Velodoromo. L'aura di leggenda che
lo circonda sovrasta quasi quella degli stessi primattori
che si sfidano sul parquet della pista. Dall'officina
di Faliero Masi, che ha per tetto una gradinata
del Velodromo, escono le biciclette dei maggiori
campioni della strada e della pista. Al Vigorelli
corrono i campioni e i ragazzini che imparano ad
andare in bicicletta e i milanesi riservano lo stesso
entusiasmo agli uni e agli altri, affollando lo
stadio anche per le competizioni minori.
Nell'estate del 1944, durante la seconda guerra
mondiale, una pioggia di bombe incendiarie cade
su Milano. Il Vigorelli è colpito, la pista
distrutta. Verrà ricostruito nel 1945 per
riprendere la sua storia fatta di corse, campionati,
record. Nei suoi oltre sessant'anni di storia il
Vigorelli ha ospitato anche molti concerti rock.
E' qui che i Beatles tengono il 24 giugno 1965 la
loro unica esibizione italiana.
Il
declino del velodromo
Il Velodromo continua la sua attività sino
al 1975, quando viene chiuso, per poi rinascere
nel 1984. Sotto la nevicata del gennaio 1985 la
tettoia che ricopre le tribune crolla sul parquet
della pista, causando ingenti danni. E' l'inizio
del declino dell'impianto. La pista viene ricostruita
ma non la tettoia. Dopo tre anni di attivitˆ ridotta,
il Velodromo viene definitivamente chiuso all'attività
ciclistica nel gennaio del 1988. In seguito verrà
ricostruita la tettoia e il 10 luglio del 1991 verrà
installato e collaudato un nuovo impianto di illuminazione,
ma l'impianto continuerà a rimanere chiuso.
Parole, idee e promesse si susseguono nel corso
degli anni, ma di volta in volta la mancanza di
fondi o la priorità assegnata dall'amministrazione
comunale ad altri progetti distolgono l'attenzione
dalle sorti del Vigorelli e per anni il Velodromo
rimane abbandonato.
Dopo
una ristrutturazione condotta grazie soprattutto
all'impegno del gruppo Mapei, l'azienda chimica
milanese che sponsorizzava una delle più
forti squadre ciclistiche del mondo, il Vigorelli
riapre finalmente il 10 dicembre 1997, per ospitare
un evento singolare quale una prova di Coppa del
Mondo di sci di fondo, nello speciale percorso di
neve artificiale creato in mezzo alla pista. Il
prato centrale del Velodromo era stato nel frattempo
ricoperto con erba sintetica per poter ospitare
incontri di football americano, calcetto e hockey.
Il restauro aveva interessato anche l'ellisse in
legno della pista, ma per assistere a una riunione
di ciclismo su pista al Vigorelli bisognerà
attendere il 20 settembre 1998, in concomitanza
con l'Esposizione del Ciclo. Il programma prevede
alcuni pistard (Collinelli, Martinello, Villa) accanto
a stradisti di nome (Baffi, Ballerini, Museeuw,
Pantani, Tafi, Tonkov) che si affrontano in corse
a eliminazione, dietro derny e individuale a punti.
Ma rimarrà purtroppo solo un episodio. Da
allora infatti le strade del grande ciclismo e del
Vigorelli non si incontreranno più. Il 19
ottobre 2000, alla scomparsa di Antonio Maspes,
il grande campione la cui vicenda sportiva è
legata a doppio filo al Vigorelli, l'Amministrazione
comunale decide di dedicargli il Velodromo.
|