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Vigorelli - 7 novembre 1942

Coppi record ora 1942

 

Oggi è il 7 novembre. E non è una data qualsiasi per la storia del Vigorelli, per la storia del ciclismo. Il perchè ve lo spiega questo estratto da "Vigorelli e altre storie" di Angelo de Lorenzi.


Il 7 novembre 1942, un sabato pomeriggio, non c'era vento. 73 Lancaster britannici avevano sganciato 135 tonnellate di bombe, 30 mila bombe incendiarie. Coppi usò una bici Legnano preparata dal meccanico Ugo Bianchi e anche da Faliero Masi: sette chili e mezzo di telaio, ruote con cerchi in legno, tubolari in seta da 110 grammi (anteriore) e 120 grammi (posteriore). Questa bicicletta è oggi conservata presso il Museo del Ghisallo, a Magreglio, in provincia di Como. Qui si trova l’omonimo Santuario dove è venerata la Madonna patrona dei ciclisti, meta di pellegrinaggio di fedeli e ciclisti. La bici usata da Coppi per il record dell’ora appartiene a Filippo Gnech, erede della Emilio Bozzi srl, l’azienda detentrice del marchio Legnano. Il mezzo monta cerchi in legno, i cui tubolari mostrano inesorabilmente la carcassa in seta dopo che il battistrada è andato completamente perduto. Pignone e forcella hanno 15 denti, la misura delle pedivelle è di 171 mm, il materiale del telaio è l’acciaio. Per battere il record di Archambaud, Coppi optò per un rapporto più duro di quello del francese; una corona da 52 denti e un pignone da 15, con un sviluppo di 7,38 metri per pedalata, le pedivelle erano lunghe 171 millimetri. Niente freni perché il mezzo era da pista.

Arrivò in bici da casa la sua Castellania, un centinaio di chilometri che percorse per necessità e riscaldamento. Indossava la maglia di lana verde oliva della Legnano, a cinque tasche, due davanti e tre dietro. Le braghe erano nere con il fondello di pelle di daino come si usava un tempo per preservare il fondoschiena. Il casco a strisce di cuoio, le scarpe dello stesso materiale.

Aveva anche una tabella di marcia da rispettare: al passaggio ai venti chilometri Coppi era passato in 26’08’’ contro i previsti 25’ 57. Al quarantottesimo giro l’italiano perdeva ancora dal francese. Il distacco era di 6 secondi. A metà della prova Coppi aveva percorso ventidue chilometri e novecentoquarantasei metri contro i ventitré chilometri e sette metri del rivale. La sfida a distanza continuava. A un certo punto Coppi tirò fuori dalla tasca anteriore della maglia la bottiglietta preparata dal Cavanna, il mitico massaggiatore e preparatore cieco del Campionissimo.

La “bomba” ebbe effetto, Coppi iniziò la rincorsa, lo svantaggio tendeva a diminuire, all’ottantesimo giro i due rivali erano praticamente alla pari. Dopo quattro tornate Coppi era davanti al rivale per due secondi. Il tempo passava, la fatica si faceva sentire. La sfida si giocava sui secondi: prima davanti Coppi, poi ritornava sotto Archambaud, poi di nuovo in vantaggio il primo. Il francese, quando mancavano sette minuti allo scoccare dell’ora rimette i palmer davanti a quelli dell’italiano. A un centinaio di secondi al termine Coppi torna ancora davanti di un’inezia. All’ultimo minuto ha due secondi di vantaggio sull’avversario. Lo scoccare dell’ora fu annunciato da tre rintocchi consecutivi della campana. Ma il corridore proseguì perché voleva raggiungere il successivo traguardo dei cinquanta chilometri cercando di migliorare anche quel primato. Ma il cronometrista aveva bloccato il cronometro per non generare confusione. La gente si avvicinò a Coppi che dovette rallentare per poi scendere faticosamente dalla bici.

Era distrutto.

Ci fu attesa prima di conoscere il verdetto del cronometrista: distanza complessiva percorsa da Fausto Coppi quarantacinque chilometri e ottocentosettantuno metri... Nuovo record mondiale dell’ora! Poi la misura sarà ritoccata in 45,798.